Caffè in regalo: come scegliere caffè e complementi che faranno piacere
Un regalo che si consuma e non resta a ingombrare
Da oltre quindici anni confezioniamo caffè da regalare e notiamo sempre la stessa cosa: è un dono che non finisce mai in fondo a un armadio.
Il caffè si consuma. Chi lo riceve ci torna ogni mattina e dopo qualche settimana restano un buon ricordo e il pacchetto vuoto, non un altro oggetto da conservare.
È anche un regalo universale nel calendario. Funziona per un compleanno o un onomastico, come ringraziamento per un insegnante o un medico, come pensiero per i padroni di casa e naturalmente sotto l'albero.
C'è però una condizione: il regalo deve adattarsi all'attrezzatura e alle abitudini del destinatario. I chicchi più belli non faranno piacere a chi in cucina ha soltanto una macchina a capsule.
Per questo proponiamo un ordine semplice: prima il sistema, poi il profilo di gusto, infine i complementi.
Qui sotto percorriamo i tre passi uno alla volta, con alcune note su freschezza, conservazione e consegna.
Passo 1: verificare il sistema della macchina
Le capsule dei diversi sistemi non sono intercambiabili. Una capsula Nespresso® non funziona in una macchina Dolce Gusto®, e Lavazza A Modo Mio® ha una forma ancora diversa: un errore significa un regalo da cambiare.
Prima di scegliere conviene una piccola indagine. Basta chiedere di passaggio quali capsule il destinatario ricompra, o farsi mandare da un amico comune una foto della macchina.
Aiuta anche una domanda sul rito del mattino: chi parla di macinino e bilancia gradirà i chicchi, chi nomina il portafiltro apprezzerà le cialde ESE, e chi racconta semplicemente di premere un pulsante ha con ogni probabilità una macchina a capsule o un'automatica.
A chi possiede un macinino o una macchina automatica regaliamo sempre chicchi, mai caffè macinato. Macinare poco prima dell'estrazione è parte del piacere e non va tolta a nessuno.
Per chi usa la moka è sicura una macinatura fine, pensata per l'espresso.
Nel nostro negozio descriviamo i caffè per tutti i sistemi proprio secondo questa divisione, e questo facilita l'abbinamento del regalo.
Passo 2: quando non conosciamo i gusti
Se non sappiamo se il destinatario preferisce un caffè delicato o deciso, la scelta sicura è una tostatura media e una miscela equilibrata: un profilo classico di cioccolato e nocciola che accontenta la maggior parte di chi beve caffè.
Gli estremi vanno lasciati a chi ha gusti già noti. Tostature molto scure e fumose, caffè chiari marcatamente acidi e varianti aromatizzate suscitano tanto entusiasmo quanto rifiuto.
Una buona soluzione è un set di confezioni più piccole di intensità diverse invece di un unico pacco grande. Il destinatario le confronta con i suoi tempi e scopre da solo che cosa gli corrisponde.
Un set così si può consegnare con l'invito a una degustazione in compagnia. Come condurla passo dopo passo lo abbiamo descritto nella guida alla degustazione del caffè in casa.
Se sappiamo che il destinatario beve caffè anche la sera, vale la pena aggiungere una variante decaffeinata.
La panoramica del reparto caffè in grani e macinato aiuta a comporre un set che attraversi profili diversi.
Passo 3: i complementi che completano il regalo
Il solo pacchetto di caffè può sembrare modesto alla vista, e sono i complementi a fare la differenza tra un acquisto e un regalo.
La tazzina da espresso o da cappuccino è un classico: la porcellana spessa mantiene la temperatura e un set per due trasforma la mattina in un piccolo rito.
Sono pratici anche gli accessori: un barattolo ermetico per i chicchi, un montalatte oppure una moka per chi vuole provare la preparazione all'italiana.
I dolci italiani completano il tutto in modo naturale. Cantucci alle mandorle e amaretti si servono con il caffè da generazioni, e una tavoletta di cioccolato fondente sottolinea le note dell'espresso.
Un set ben composto racconta una storia coerente: il caffè, la tazza e un piccolo assaggio per la prima tazzina insieme.
Tazzine, barattoli e gli altri oggetti si trovano nel reparto accessori, e i dolci li teniamo sullo scaffale accanto ai caffè.
Freschezza, date e consegna
Il caffè è un prodotto fresco. I chicchi danno il meglio nelle prime settimane dopo la tostatura, quindi il regalo si compra a ridosso dell'occasione, non con mesi di anticipo.
Al momento della scelta conviene guardare la data di tostatura o il termine minimo di conservazione sulla confezione. Più la tostatura è recente, più aroma arriverà nella tazzina del destinatario.
Fino alla consegna il pacchetto deve restare sigillato, lontano da luce, calore e odori intensi. Travasare i chicchi in barattoli decorativi fa scena, ma toglie aroma al caffè.
Capsule e cialde ESE sono da questo punto di vista riconoscenti: ogni porzione ha la sua confezione sigillata e sopporta anche un'attesa più lunga della propria occasione.
Le regole di conservazione le abbiamo raccolte nella guida alla conservazione del caffè e delle capsule; vale la pena passare questo sapere insieme al regalo, anche con una sola frase sul biglietto.
Per la confezione basta un gesto semplice: un nastro e due righe sul perché abbiamo scelto proprio questo caffè.
Un breve promemoria prima dell'acquisto
L'ordine che protegge da un regalo sbagliato è breve: prima il sistema della macchina, poi un profilo di gusto sicuro, infine i complementi e una data recente sulla confezione.
Nel dubbio conviene scegliere la semplicità. Un set di più intensità in tostatura media farà piacere a quasi chiunque beva caffè ogni giorno.
Il regalo di caffè funziona tutto l'anno: compleanni, anniversari, ringraziamenti e feste, perché un buon caffè non ha bisogno di un'occasione speciale.
Suggeriamo volentieri anche che cosa scegliere per chi ha già tutto. In questi casi la scelta migliore è un caffè che quella persona non si comprerebbe da sola.
Se desidera comporre un set su misura per una persona precisa, basta descriverci la sua macchina e le sue abitudini e noi proporremo il resto: ci contatti.
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