Caffè in grani per la macchina automatica: come sceglierlo e curare la macchina
La macchina macina da sola, ma il chicco va scelto
Una macchina automatica con macinino toglie all'utente quasi tutto il lavoro: dosa, macina, pressa ed estrae in meno di un minuto. Restano due decisioni che incidono davvero sulla tazzina: quale caffè metti nel contenitore e come è regolato il macinino.
In questa guida raccogliamo le indicazioni comuni ai manuali della maggior parte dei produttori e le uniamo alla nostra esperienza con le miscele. Il manuale della tua macchina ha sempre la precedenza.
Tutto il caffè di cui parliamo viene dal reparto caffè in grani e macinato, con forma del caffè e formato indicati per ogni prodotto.
Espresso o bevande con latte: la miscela segue il modo di bere
Prima di consigliare una miscela chiediamo una cosa sola: che cosa si beve più spesso a casa. L'espresso liscio e il cappuccino chiedono al chicco cose diverse, e una sola miscela raramente è la migliore in entrambi i ruoli.
Per l'espresso bevuto senza aggiunte funzionano bene le miscele con una dolcezza netta e un profilo pulito, spesso con molta arabica. Il corpo è più delicato, ma la tazzina mostra più sfumature: nocciola, cioccolato, una nota fruttata.
Con cappuccino, latte macchiato o flat white il latte attenua gli aromi e diluisce il corpo. Qui rendono meglio le miscele più piene, con una parte di robusta, che danno una crema densa e persistente e un carattere riconoscibile anche dopo il latte montato. Delle differenze tra le due specie parliamo a parte nell'articolo arabica o robusta.
Nel nostro assortimento questa divisione si vede nelle miscele Maracatú: Gran Crema e Intenso sono pensate per un espresso pieno e cremoso e per le bevande con latte, la 100% Arabica per una tazzina più leggera, da bere nera. Anche Borbone, in grani nelle versioni Red e Blu, dà una crema densa che regge bene il latte.
Se a casa si beve sia l'uno che l'altro, un compromesso ragionevole è una miscela equilibrata, di corpo medio, per esempio l'Audace di Kimbo.
Tostatura: perché il chicco molto scuro e lucido è un problema
Il test più semplice per la tostatura è guardare il chicco. Un chicco opaco, asciutto al tatto, è tostato chiaro o medio. Un chicco lucido, con un velo d'olio visibile, è stato tostato molto scuro: gli oli sono usciti in superficie.
In una macchina automatica quell'olio è un problema tecnico, non di gusto. I chicchi unti si attaccano tra loro nel contenitore e smettono di scendere verso il macinino, e un velo sottile si deposita sulle macine e nel condotto che porta il macinato al gruppo infusore.
Per questo i manuali della maggior parte dei produttori sconsigliano chicchi oleosi, caramellati, rivestiti e aromatizzati. Alcuni precisano espressamente che nel macinino va solo caffè tostato puro, senza trattamenti.
La scelta sicura è una tostatura media o medio-scura: abbastanza sviluppata perché l'espresso abbia dolcezza e corpo, ma senza olio in superficie. La maggior parte delle miscele italiane per espresso rientra in questa fascia, comprese le linee vending per macchine in uso tutto il giorno, come i formati da un chilo di Lavazza dedicati agli automatici.
Freschezza: il contenitore per qualche giorno, non per settimane
Il contenitore dei chicchi è comodo, ma non è una confezione per la conservazione. Il coperchio di solito non è ermetico, dentro arriva la luce e dal macinino e dalla caldaia sale calore. Un caffè che resta lì due settimane perde aroma più in fretta che in un sacchetto chiuso.
Da qui una regola semplice: versa la quantità che userai in pochi giorni e tieni il resto nella confezione originale, ben chiusa, lontano da luce e fornelli. Il sacchetto con valvola unidirezionale lascia uscire il gas senza far entrare ossigeno, quindi finché è chiuso protegge meglio del contenitore della macchina. Sconsigliamo anche di aggiungere chicchi freschi sopra quelli vecchi: meglio finire il contenuto, passare il contenitore con un panno asciutto e solo allora versare la porzione nuova.
Il sacchetto da un chilo, lo standard del reparto caffè in grani, ha senso dove il caffè si beve ogni giorno. Con tre o quattro tazzine al giorno dura più o meno un mese, un periodo in cui la confezione chiusa mantiene bene l'aroma. Con un solo caffè al giorno è più ragionevole un formato più piccolo.
Della conservazione del caffè, anche macinato e in capsule, parliamo più a fondo nella guida su come conservare il caffè.
Macinino e decaffeinato: due regolazioni che cambiano la tazzina
Il grado di macinatura si regola di solito con una manopola dentro il contenitore dei chicchi. Qui i manuali sono particolarmente concordi: cambiare di una tacca alla volta e solo mentre il macinino è in funzione, perché a macine ferme un chicco incastrato può danneggiare il meccanismo. L'effetto si vede solo dopo due o tre caffè, perché nel condotto tra macinino e gruppo infusore resta ancora la dose precedente.
La direzione della correzione la suggerisce la tazzina. Se l'espresso scende veloce, è acquoso e quasi senza crema, la macinatura è troppo grossa. Se gocciola lentamente ed è amaro e astringente, è troppo fine. Dopo un cambio di miscela una correzione di una tacca è del tutto normale.
Molte macchine hanno anche un'apertura separata per il caffè macinato, che scavalca il macinino: un misurino raso va direttamente al gruppo infusore. L'errore più comune è una dose troppo abbondante o pressata, che blocca il gruppo; il misurino deve essere pieno ma sciolto.
Quell'apertura è la soluzione naturale per il decaffeinato bevuto ogni tanto, la sera o da una sola persona in casa: i chicchi nel contenitore restano intatti. Se invece il decaffeinato è il caffè principale, è più semplice riempire il contenitore con chicchi senza caffeina, come il Borbone Dek.
Pulizia: sistema latte, gruppo infusore e decalcificazione
Il sistema latte si pulisce ogni giorno, meglio dopo ogni uso. I residui di latte nel tubicino e nel montalatte si deteriorano in poche ore e bloccano il flusso. La maggior parte delle macchine con montatura automatica ha un breve programma di risciacquo del latte da avviare dopo una serie di cappuccini.
Il gruppo infusore, cioè il blocco estraibile in cui il caffè viene pressato ed estratto, va risciacquato più o meno una volta alla settimana. Basta acqua tiepida, senza detersivo, e un'asciugatura prima di rimontarlo.
La decalcificazione è l'unica operazione che non si vede finché non è troppo tardi. La macchina segnala da sola quando decalcificare, in base all'acqua consumata, e l'avviso non va rimandato. Il filtro per il serbatoio addolcisce l'acqua e, come dichiarano i produttori, allunga gli intervalli tra una decalcificazione e l'altra, ma non la sostituisce. Decalcificanti liquidi e filtri per il serbatoio li trovi nel reparto filtri e decalcificanti.
Se hai dubbi su quale miscela si adatti al tuo modo di bere il caffè o su quale forma scegliere per la tua macchina, contattaci: il team Maracatú è a disposizione per consigliarti.
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